
Dopo aver esposto le proprie opere alla “Combo Temporary art gallery” di Milano, abbiamo colto l’occasione per fare qualche domanda al nostro ospite: End.
Y: Quando e perchè hai iniziato a dipingere? Che tipo di influenze hai subito?
E: Ho iniziato a dipingere con gli spray (o meglio a scarabocchiare) verso la fine del ‘92,all’ epoca avevo 16 anni e non avevo la minima concezione di cosa fosse veramente il writing ed ero totalmente fuori dalla scena hiphop milanese… Mi attraeva l’idea di sfida all’ ordine costituito e più del bisogno di marcare il territorio mi premeva l’urgenza di prendermi un mio spazio su spazi di tutti lasciando la mia tag e all’ inizio scrivendo spesso slogan più o meno politici come “più colore meno grigio” o “nazi raus” o “cloro al clero” ecc.
La mia realtà erano i centri sociali e li chiaramente avevo ammirato i primi pezzi ma non avevo legami con altri writer perciò inizialmente la mia attività di bomber a tempo pieno la esecitavo in completa solitudine e in modo maniacale compulsivo…Probabilmente in quel perido sono stato uno dei bomber più attivi e nel giro di sei mesi avevo riempito Milano delle mie tag dalla “D” lughissima e dai miei primi trow up… Subito dopo arrivarono il logo della “E” di End che in molti ricordano e che ancora adesso con ostinazione e a volte nostalgia continuo a fare…ahahah!
Y: Ci racconti la scena dei graffiti ai tuoi inizi? Quali erano i suoi principali protagonisti e come sono cambiati in questi anni?
E: Dopo questo inizio da outsider e man mano che venivo conosciuto sulla scena commisi un errore che ancora adesso non mi perdono… Senza saperlo (il muro era stato imbiancato da altri miei amici del liceo) dipinsi sull’ hall of fame che era dietro la piscina argelati e in patrticolare dove c’era uno degli ultimi spezzi di spider7 che era morto da non tanto… Mi ricordo che facevo piazza in Vetra e vennero a cercarmi furibondi un pò di gente della ckc e altri che per poco non mi hanno fatto un culo così..Non so se era il 93 o il 94 ma quello è stato il mio primo vero contatto con la vera scena milanese e mi insegnò a usare un pò più la testa prima di iniziare a colorare… Infatti in seguito dopo aver conosciuto e iniziato a fare i miei primi veri pezzi con Cleph sul muro di piazza vetra chiedemmo il permesso prima di coprire i vecchi pezzi ormai storici ma rovinatissimi che erano li da anni… Insomma la regola di strada era ed è “Se vuoi rispetto devi rispettare”… Prima di capirlo ci ho messo un pò… Poi ho stretto contatto con i TAK (Spice,Duplo,Kauto,Mind..)e assieme abbiamo formato la GR-VDS (a cui si sono aggiunti Bean e altri)… Poi sono successi dei fatti che mi hanno tenuto lontano da tutto e tutti per tanti anni e quando sono tornato a Milano un sacco di cose erano cambiate,avevo perso i contatti con tante persone fra cui quasi tutti i miei amici con cui dipingevo prima…
Y: Che rapporto hai con le tue origini da writer?
E: Non rinnego niente e rifarei tutto,anche gli errori..Se ora sono quello che sono è anche merito di questi… Sicuramente potrei essere meglio e l’ unico mio cruccio è di essere stato tagliato fuori per tutti quegli anni e in più in un momento fondamentale della mia vita,ma su questo non posso farci niente e ora sono comunque felice di essre ancora in giro,di fare la mia cosa(anche se con poca costanza) e di conoscere e incontrare persone che si ricordano di me e mi dicono ” Sei stato un mito! Ricordo ancora le tue “E” ! Come spaccavi te non spaccava nessuno ! “, non sto menandomela è così.. Poi sicuramente sono stato e sto sul cazzo a molti ma chi se ne fotte, se hanno avuto o hanno problemi con me che vengano a dirmelo in faccia…
Y: Un dipinto, un film o un libro che hanno cambiato il tuo modo di vedere le cose.
E: mmmhh.. Da piccolo il dipinto di Magritte della casa col cielo di giorno e illuminata da un lampione come fosse notte ( L’empire des lumieres )…. I racconti di Lovecraft del “Richiamo di Cthuluh”. Film : “IL grande Lebowsky” dei fratelli Coen anche se non mi ha cambiato la vita è il mio cult.
Y: In che cosa si evolverà il writing, se si evolverà , secondo te? Quali saranno le prospettive future per il writing?
E: Ho già visto una grande evoluzione ma anche per altri versi una forte involuzione… Premetto che ancora oggi non sono molto sulla scena e perciò non sono così aggiornato ma quello che vedo è un enorme perfezionarsi delle tecniche e writers che non si limitano più a fare solo lettere o puppets ma sono veri e propri artisti e forse per questo il nostro modo ha cominciato ad essere in parte riconosciuto anche dall’ arte ufficiale… con l’ arrivo degli stickers dei posters e della cosiddetta street art si sono allargati i limiti del campo d’ azione e i mezzi e non sono d’accordo con i puristi della bomboletta che considerano la street art qualcosa che valga meno del writing.. Se il messaggio è potente non è solo il mezzo a fare la differenza.. Io non ho mai fatto poster o cose del genere ma rispetto chi fa il suo e spinge l’idea di riappropiarsi anche illegalmente degli spazi per dare visibilità alla propria arte e al proprio messaggio… L’ involuzione che ho visto e scusa se è una banalità è dovuta al diffondersi come moda del writing che spinge decine e centinaia di ragazzini a riempire di tag e basta i muri ma anche monumenti e luoghi dove un vero writer non penserebbe neanche di scirvere solo per il gusto di spaccare. Capisco anche perchè un sacco di gente ce l’ha a morte con noi.. Vede la facciata e non capisce cosa c’è dietro…
Y: Quanto e perchè conta nel writing il fattore illegalità ?
E: E’ fondamentale…E’ il primo stimolo che mi ha spinto a prendere una bombola in mano di notte… E’ il brivido e l’adrenalina che ti danno dipendenza… Nel tempo poi si viene un pò a compromessi e molti (io compreso) preferiscono passare a murate legali o a dipingere in C.S. e situazioni tollerate. Tanto di cappello a chi continua a fare il suo sulle strade e sui treni di notte… Io ho già dato a modo mio ma non rinnego il mio passato..
Y: Hai da raccontare episodi con la polizia?
E: Mai avuto problemi con le forze dell ordine ! AHAHAHAH ! Con la storia dell’Expo, a Milano le autorità si stanno facendo sempre meno tolleranti.
Y: Però è vero che da qualche tempo si sta assistendo ad un tentativo di sdoganare il fenomeno graffiti-street art. Cosa ne pensi?
E: Può essere una cosa positiva se si riesce a mantener il legame con le origini… Il writing nasce sulle strade e qua deve restare,non potrà mai essere relegato in mostre e gallerie d’arte.. D’altro canto molti writers nel tempo (io compreso) prendono altre strade e cominciano ricerche diverse come dipingere su tela o fare illustrazioni o altro e queste forme è più facile che siano “assimilate dall’ arte ufficiale”…
Y: Il writing per te dovrebbe comunicare qualcosa?
E: Per forza comunica altrimenti non sarebbe una forma di espressione… Anche solo dei colori e delle forme possono comunicare non necessariamente deve esserci un messaggio più o meno chiaro in un pezzo… Rispetto molto chi ha la capacità e la fantasia di creare opere con forte impatto visivo e con chiari elementi di denuncia senza essere banali o ripetitivi…
Y: Quali sono le tue aspirazioni future?
E: Coninuare a disegnare e dipingere sempre e con più costanza ! Magari fare un pò di jam per prendere contatti e portare avanti il mio progetto musicale ( faccio anche rap e ho cominciato a produrre basi )
Y: Cosa ne pensi di iniziative come la “Combo temporary art gallery“?
E: Ben vengano se dietro c’è lo spirito giusto!!!
Y: Hai qualche consiglio da dare ai lettori di combo.it e ai giovani che hanno appena iniziato a dipingere?
E: Fate la vostra cosa con il cuore e con la testa…
Cercate sempre di migliorare e abbiate rispetto se volete essere rispettati ! (repetita iuvant!)
Ricordate che non siete i primi ne sartete gli ultimi..Solo così potete lasciare qualcosa di vero e potente nel vostro passaggio!
Keep it real !
End.
















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